Puccio: Stop a contrapposizione tra Nord e Sud. Unire l’Italia, prima sfida per il nuovo governo

Giovanni Puccio“Tra le varie sfide che attendono il nuovo governo nazionale una deve essere prioritaria: Unire l’Italia, per superare la contrapposizione tra Nord e Sud con una visione unitaria e non divisiva.
Dopo mesi e mesi in cui la trazione leghista dell’esecutivo si è posto solo l’obiettivo di fare gli interessi di una parte del Paese, con i disastrosi risultati in termini economici e sociali che abbiamo visto, ora è arrivato il momento di cambiare totalmente prospettiva e, pur nell’indispensabile visione unitaria, puntare allo sviluppo complessivo dell’Italia valorizzando e sostenendo le diverse aree territoriali sulla base delle loro specifiche caratteristiche.


E su questa linea di impostazione politica è un buon segnale di partenza, quindi, che il programma di governo abbia finalmente dedicato ampia attenzione al Meridione e alle sue esigenze primarie nella previsione di lanciare un piano straordinario di investimenti per la crescita e il lavoro al Sud.
Un piano che non deve essere considerato a vantaggio solo di una “parte” ma che deve essere visto come una vera e propria “piattaforma” che consenta di rilanciare l’economia complessiva italiana e farla uscire dall’attuale fase di recessione. Un piano di interventi in grado di sbloccare anche gli investimenti.
Il PD ha sempre messo in evidenza che più che mai il Meridione necessita di progetti di infrastrutturazione, di sviluppo economico, produttivo e imprenditoriale che valorizzino il nostro patrimonio che è fatto di turismo di risorse naturali e ambientali uniche.
Progetti che ne esaltino le caratteristiche proprie e creino nuova occupazione e forme più ampie di inclusione sociale. Sotto questo aspetto, inoltre, acquista una particolare urgenza quella di puntare all’edilizia e all’istruzione scolastica ed alla successiva formazione per creare occasioni di lavoro direttamente nei singoli territori ed interrompere la fuga di migliaia di giovani che inevitabilmente portano all’impoverimento culturale, sociale ed economico.
Così come attenzione e sostegno deve essere assicurato a quanti decidono di investire in attività produttive ai quali deve essere garantito in primo luogo, in maniera ancora più incisiva, di poter operare nella massima sicurezza e in un clima di legalità e trasparenza assieme alle indispensabili infrastrutture materiali in termini di collegamenti, trasporti e servizi velocizzando anche le procedure burocratiche che sono le pre-condizioni indispensabile per ogni seria ed efficace azione di sviluppo.
In questo senso molto dovrà fare il nuovo governo attraverso scelte di investimento strategiche di concerto con gli Enti locali predisponendo progetti, anche in un’ottica di funzionalità di scala, che valorizzino i territori utilizzando al meglio i Fondi europei di sviluppo e coesione.
L’Italia ha bisogno, dunque, di una visione politica totalmente ribaltata rispetto all’ultimo anno e mezzo e non di un Paese a due velocità, che ha dimostrato nel complesso di impoverirsi.
Un salto in avanti deciso è necessario attendersi anche nella definizione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali (primo fra tutti quello alla salute) e i fabbisogni standard di tutti gli italiani. Perché è evidente che un Paese è davvero unito solo se a tutti i cittadini, così come stabilisce la Costituzione, vengono garantiti stessi diritti ed uguali livelli di crescita sociale ed economica.
E’ questo il modo anche di affrontare nella visione più corretta il tema del Regionalismo differenziato che, è bene non dimenticarlo nell’impostazione leghista voleva dire secessione di fatto di alcune aree del Paese, e che, invece, sempre nello spirito guida della Costituzione dovrà sventare ogni ipotesi di aggravio del divario tra il Nord e Sud prevedendo l’istituzione di un fondo di perequazione volto a garantire a tutti i cittadini la medesima qualità dei servizi.
Negli ultimi mesi il PD della Federazione Metropolitana di Reggio Calabria, i suoi rappresentanti istituzionali e il suo gruppo dirigente si sono impegnati molto nella discussione di questi temi e lo hanno fatto aprendosi al confronto con le varie compagini della società, dal mondo del sapere a quello sindacale, dal mondo imprenditoriale a quello istituzionale e politico.
Lo abbiamo fatto perché riteniamo sia davvero un punto di svolta decisivo e abbiamo apprezzato, dunque, che sia stato ampiamente trattato anche nel nuovo programma di governo che, ora, è atteso alla prova dei fatti. E la loro effettiva realizzazione rappresenterà la cifra politica della nuova maggioranza parlamentare.
Si richiede una svolta all’idea che si propone di Paese, non più divisiva e perdente ma unitaria e vincente”.

Giovanni Puccio
Coordinatore Area Metropolitana PD Reggio Calabria